del fallimento e il Comune non fa nulla

Allora prepariamoci a godere degli utili quando va bene, ma anche a soffrire delle perdite quando le società falliscono.L’errore è stato all’inizio, da sport si è passati a business per la gioia di qualcuno che si è anche arricchito moltissimo.Mi dispiace solo per i veri tifosi come Claudia che amano il calcio che fu un tempo e che anch’io rimpiango.Al momento e com’è impostato questo calcio, non mi fa pena e non sono disposto a tirare fuori soldi di tasca mia come cittadino per salvare il Venezia tramite il comune.Perciò ben venga che il calcio Venezia riparta dalla serie più bassa, se questo può aiutare a ricominciare a giocare con la passione e l’amore per questo sport in tutta umiltà.

Il calcio è lo specchio su cui riflette l’immagine di una nazione intera così come di una città e la realtà ci dice che la città si sta svuotando (mancanza di tifosi), che non ha più attività produttive importanti (l’unica industria attiva è quella turistica) e che prospettive incoraggianti non ce ne sono (mancanza di investitori seri); in più aggiungiamoci il periodo di crisi che stiamo vivendo ed il risultato è sotto gli occhi di tutti.

Dimentichiamoci quindi i fasti sportivi di un tempo, per il momento, e visto che di probabile fallimento si parla, cerchiamo di salvare almeno la struttura societaria che permette a centinaia di ragazzi di praticare uno sport stupendo, insegnando loro a rispettare le regole e a star insieme agli altri condividendo momenti buoni e brutti, formandone il carattere.

Vivo a Roma e da sempre tifo Venezia,la città che mi ha dato i natali.La lettera di Claudia Granzo esprime con estrema chiarezza lo stato d’animo che i tifosi percepiscono.Uno stadio vecchio di 80 anni, promesse mai mantenute, una squadra lasciata alla deriva e che non percepisce da mesi lo stipendio….E’ vero che ci sono tanti problemi di natura economica, ma credo che il Venezia calcio sia comunque un’azienda che porta indotto, e contribuisce alla diffusione ed al prestigio della città.Molti avventurieri ,approfittando della sua tradizione hanno cercato di accostare il loro nome a quello del Venezia Calcio,ma dopo aver preso quello che c’era da prendere a livello d’immagine,hanno abbandonato la società al loro destino.

Fonte:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=58715&sez=NORDEST

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