Il ?Foro Carolino?. Storia di Piazza Dante

L’attuale aspetto della piazza è solo il frutto di una trasformazione nel tempo del progetto originale del grande architetto Luigi Vanvitelli che, tra il 1757 e il 1765, realizzò su commissione di Carlo di Borbone il ‘Foro Carolino’.

Quello che oggi é conosciuto come ‘Convitto Nazionale Vittorio Emanuele’ era dunque un monumento architettonico celebrativo del sovrano borbonico che nel 1871, a seguito dell’Unità d’Italia, subì il cambio toponomastico da ‘Foro Carolino’ a Piazza Dante; se ne cancellarono così le tracce borboniche apponendovi al centro dell’emiciclo una statua in marmo bianco del poeta Dante Alighieri, scolpita da Tito Angelini, che giustificò il cambio di nome a sfondo filo-savoiardo, sul cui basamento si legge ‘All’unità d’Italia raffigurata in Dante Alighieri’.

La nicchia stessa fu forata per realizzare l’ingresso di un istituto religioso trasformato poi in convitto.La piazza è stata ridisegnata, ristrutturata e riarredata da Gae Aulenti in occasione dei lavori per la metropolitana, conclusi nel 2002 che hanno generato molte polemiche.

L’utilizzo della pietra lavica etnea in luogo di quella vesuviana, la cancellazione delle aiuole, l’esiguo numero di panchine (neanche previste al principio) e le pensiline d’accesso alla stazione, completamente vetrate e sopra il livello stradale, hanno fatto storcere il naso all’opinione pubblica.

Fonte:
http://www.napoli.com/viewarticolo.php?articolo=29363

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